Archivi tag: matrice a perdere

Il campo del vicino – libro scatola

Il Campo del vicino               

inside 1

Ba-sade ha-samuh – Il campo del vicino”

Due libri-scatola formalmente ed esteticamente differenti, tuttavia speculari.

Due titoli: Il campo del vicino e Ba-sade ha-samuh, differenti, ma che significano la stessa cosa o concetto.

Libri intesi come territori: scritti, stampati a torchio manuale e concepiti per una lettura, un discorso.

Scatole, in quanto contenitori di matrici o di caratteri mobili, potenzialmente trasferibili e scambiabili.

Scambiabili, ovviamente, da un campo a quello del vicino.

Due cassettiere per caratteri mobili, disponibili a formare altrettanti messaggi mobili, mediante un processo virtuale che ritorna, nel paradosso, a Gutenberg.

Le due scatole-installazioni permettono due tipologie di comunicazione, ma anche di gioco.

-Se ciascuna matrice si trova nel proprio campo-scatola comunica se stessa nel suo stesso luogo di nascita; è necessario che il vicino si muova per andare a leggere.

-Se queste stesse matrici si trasferiscono attivamente nel territorio del vicino e si scambiano di posizione, consentono una contaminazione, un viaggio, un possibile dialogo.

Lo scambio: … cedersi qualcosa vicendevolmente… , consente un contatto, una mescolanza che permette nuove possibilità di linguaggio ed esperienza.

Due omini gettano qualcosa al di là del loro steccato…

roberto gianinetti

Confraternita di San Vittore – Studiodieci, Vercelli – 2016

Soncino-Rocca Sforzesca “VIII Biennale, a Marco”

Ambiance – Ambienti

Ogni giorno il nostro amore del bello gira per il mondo, ci accompagna in macchina, nei negozi, in cucina, nei ristoranti. Nell’arco della giornata è un continuo rispondere esteticamente al mondo. Vediamo le sue immagini, sentiamo gli odori che ci trasmette, e impercettibilmente ci aggiustiamo al suo volto. Ed è in questi aggiustamenti, proprio perché subliminali, che oggi è nascosto l’inconscio. …il profondo è dato in superficie; il mondo, cioè, si offre esteticamente. (James Hillman, Politica della bellezza)

Questa prima serie di lavori xilografici origina in Lussemburgo, nell’Atelier Empreinte e prosegue in Russia, a Kazan e sull’isola di Sviyashzk, durante due differenti residenze artistiche. Tutte le opere rientrano genericamente nella definizione di Ambiance-Ambienti, luoghi o territori occupati da tracce lasciate dall’uomo. Da una parte si tratta di una tavola imbanditaluogo antropologico in cui possiamo trovare alcuni segni della presenza e dei comportamenti umani; dall’altra la tavola in quanto foglio di carta, territorio che io stesso voglio occupare esteticamente nel tentativo di comunicare.

La mia ricerca espressiva utilizza quasi esclusivamente il legno che viene inizialmente inciso e stampato a torchio manuale, secondo modalità classiche e sperimentali, contemporanee.

Il risultato si cristallizza a poco a poco sul singolo foglio stampato o su tessuti o su pagine di libri d’artista. Le matrici, incise e stampate, anziché essere biffate, cioè distrutte o rese inutilizzabili, assumono, nel divenire dell’opera, un nuovo valore; spesso vengono ulteriormente incise, matrice a perdere, e nuovamente stampate. Sovente, in quanto autonome, diventano oggetti: bassorilievi, caratteri tipografici mobili, accessori, depositari di altre informazioni, materiali idonei per un’ulteriore ricerca, per installazioni.

In questa prestigiosa rassegna, installati nelle “Cucine del Capitano” della magnifica Rocca Sforzesca di Soncino, voglio presentare un possibile, virtuale luogo d’incontro, in un altrettanto possibile ristorante virtuale. Menù, Tavole, Piatti, Accessori, Forchette e Coltelli, mezze Mele e Bucce e Bob-bon di marmo. Forme e colori e sensazioni; chissà che non ci sia anche un incontro con Marco.

Roberto Gianinetti