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borsa-libro: “Canti d’Amore”

A M O R

   … abstracts …

omissis … In occasione della presentazione ufficiale dei Canti d’AMORE, ultimo lavoro incisorio del 2016, diversamente dai precedenti colloqui con Roberto Gianinetti, ho deciso di incontrare il suo amico editore Mr. Attilio Offer: consigliere, alter ego e appassionato mecenate dell’autore-artista. Dopo aver osservato alcune di queste opere, mi é sembrato interessante affrontare dalla prospettiva indiretta e trasversale dell’editore questi nuovi sviluppi orientati verso l’arte applicata.

Erudino: “Mr. Offer, ci parli dei Canti d’Amore: cosa sono?”

Mr. Offer: “Nel loro complesso formano un’installazione formata da 16 borsette di plastica che veicolano ciascuna e tutte assieme un messaggio d’amore: quello di Paolo e Francesca del V Canto dell’Inferno di Dante Alighieri.

Amor ch’al cor gentil ratto s’apprende… per intenderci.    

L’amore che accende i cuori…

Ma andando con ordine, sempre che si riesca a capire bene cosa sia ordine per Gianinetti, tutto nasce da un primo abito da donna su cui vengono stampate queste bellissime strofe. Ho portato alcune fotografie che ho scattato nello studio dell’artista.”

      … omissis …

Mi accorgo a un certo punto di essere andato oltre: oltre la prima suggestione, oltre il principio dell’idea, oltre persino al risultato definitivo, su cui ho apposto la mia firma d’autore o d’artista.

L’inizio doveva semplicemente prevedere che due innamorati, incontrandosi, si scambiassero due semplici frasi d’amore: ”Buongiorno, amore mio!” e “Ciao, mio amato!”. Due veri innamorati, follemente entusiasti, intendo.

Ancora lontani l’un l’altra, ma in contatto, tra i loro occhi e le labbra gioiose si poteva avvertire un canto, un’attrazione di molecole e profumi.

Queste loro frasi, scomposte in singole parole e ancora in semplici, singole lettere, trovavano una loro collocazione, seppure provvisoria, aderendo alla pelle come un tatuaggio sottile, un foglietto di carta velina, un post it. Oppure si appoggiavano all’abito simulando citazioni stampate a mo’ di slogan.

Mi è subito venuto in mente John Donne e l’assenza. … omissis …