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Soncino-Rocca Sforzesca “VIII Biennale, a Marco”

Ambiance – Ambienti

Ogni giorno il nostro amore del bello gira per il mondo, ci accompagna in macchina, nei negozi, in cucina, nei ristoranti. Nell’arco della giornata è un continuo rispondere esteticamente al mondo. Vediamo le sue immagini, sentiamo gli odori che ci trasmette, e impercettibilmente ci aggiustiamo al suo volto. Ed è in questi aggiustamenti, proprio perché subliminali, che oggi è nascosto l’inconscio. …il profondo è dato in superficie; il mondo, cioè, si offre esteticamente. (James Hillman, Politica della bellezza)

Questa prima serie di lavori xilografici origina in Lussemburgo, nell’Atelier Empreinte e prosegue in Russia, a Kazan e sull’isola di Sviyashzk, durante due differenti residenze artistiche. Tutte le opere rientrano genericamente nella definizione di Ambiance-Ambienti, luoghi o territori occupati da tracce lasciate dall’uomo. Da una parte si tratta di una tavola imbanditaluogo antropologico in cui possiamo trovare alcuni segni della presenza e dei comportamenti umani; dall’altra la tavola in quanto foglio di carta, territorio che io stesso voglio occupare esteticamente nel tentativo di comunicare.

La mia ricerca espressiva utilizza quasi esclusivamente il legno che viene inizialmente inciso e stampato a torchio manuale, secondo modalità classiche e sperimentali, contemporanee.

Il risultato si cristallizza a poco a poco sul singolo foglio stampato o su tessuti o su pagine di libri d’artista. Le matrici, incise e stampate, anziché essere biffate, cioè distrutte o rese inutilizzabili, assumono, nel divenire dell’opera, un nuovo valore; spesso vengono ulteriormente incise, matrice a perdere, e nuovamente stampate. Sovente, in quanto autonome, diventano oggetti: bassorilievi, caratteri tipografici mobili, accessori, depositari di altre informazioni, materiali idonei per un’ulteriore ricerca, per installazioni.

In questa prestigiosa rassegna, installati nelle “Cucine del Capitano” della magnifica Rocca Sforzesca di Soncino, voglio presentare un possibile, virtuale luogo d’incontro, in un altrettanto possibile ristorante virtuale. Menù, Tavole, Piatti, Accessori, Forchette e Coltelli, mezze Mele e Bucce e Bob-bon di marmo. Forme e colori e sensazioni; chissà che non ci sia anche un incontro con Marco.

Roberto Gianinetti

Soncino Rocca Sforzesca – VIII BIENNALE, a Marco

Soncino Rocca Sforzesca – Nelle “Cucine del Capitano”, all’interno della bellissima Rocca Sforzesca di Soncino (CR) ho allestito una serie di lavori xilografici che hanno per tema il Cibo. Sono stati selezionati dal comitato organizzatore in occasione della VIII Biennale, a Marco ed esposti nell’agosto 2015.

La maggior parte di queste opere incisorie, su carta, sono state create in Lussemburgo, Atelier Empreinte, durante una mia residenza nel 2014. Altre le ho incise e stampate nell’isola russa di Sviyaskzh, circondata dal Volga ghiacciato, nell’aprile 2015, in occasione di una mia mostra personale al Museo di Stato di Kazan (Repubblica di Tatarstan) e di una straordinaria residenza.

isola di Sviyaskzh e il Volga          img_4438-copia           img_5551-copia

Isola di Sviyaskzh                 Lussemburgo                        Menu de Lux

Oltre alle “Tavole-Ambienti”, come le ho volute definire, ho altresì esposto dei Menu e alcune piccole matrici, come accessori di cucina.

Durante tutta la manifestazione, che ha coinvolto moltissimi altri artisti sia nella Rocca stessa, sia nella Filanda, nella Casa degli Stampatori e in molte Ville e Case del territorio, hanno presenziato alcune migliaia di visitatori.

Ho constatato come un gruppo di artisti e volontari pieno di energia e di idee, affiancato da alcuni sponsor lungimiranti, ha creato un evento che da 16 anni porta turismo, arte e cultura in questo bel territorio cremonese.

Direi che rappresenta un esempio.

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Gianinetti – Cucine del Capitano, xilografie e installazioni, 2015

Ambiance #6    Ambient #6

Ambiance 4   Ambient #7

28-Ambiance 5 copia 2   Ambient #5

ambiance 3 a copia   Ambient #3

ambiance 9 copia   Ambient #9

“Panorama” – Kazan -State Museum of Fine Arts

Panorama – di Roberto Gianinetti

Introduzione alla mostra “opera incisa: 2002 – 2015”

Sono arrivato a Kazan tramite coincidenze e questo per me è affascinante.

Per molti anni sono cresciuto con l’idea (scientifica?, occidentale?…) che una coincidenza non fosse altro che un fenomeno degno di poco interesse. Passeggiando lungo un marciapiede, con gli occhi a terra e trovando una monetina persa o caduta per caso da qualche tasca, mi ritenevo semplicemente fortunato.

Nel 1995, a Yokohama, al termine di un Congresso Mondiale di Medicina Veterinaria mi trovavo immerso nella folla che usciva dalla Hall per disperdersi nella piazza antistante. Una ragazzina giapponese improvvisamente mi fermò sulla strada invitandomi a recitare una preghiera scintoista. Tutto si svolse in un paio di minuti; non diedi molta importanza all’accaduto.
Ma quella stessa sera compresi e decisi che al mio ritorno in Italia mi sarei iscritto all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano.

Perché tutto questo?
La mia vita cambiò radicalmente, al punto che ho persino cessato l’attività medica.

Tornando al discorso delle coincidenze: perché la ragazza ha fermato proprio me e non un’altra delle duecento o trecento persone che si trovavano intorno a me?
In questo caso ero forse io la monetina sul marciapiede che la ragazza ha visto e “raccolto”?

Cosa c’entra Kazan?
C’entra, perché tutto inizia per caso nel 2013 grazie ad una mail polacca che mi informa della Biennale di grafica in Russia.
Io da oltre tre anni, per scelta, non partecipavo più a concorsi, ma in questo caso, non so perché, decisi di iniziare i contatti.

Spedisco tre lavori: tre Volti, liberamente ispirati ad un manoscritto italiano del 1740 ed esposti nel coro della Chiesa di San Bernardino di Vercelli nel 2011.

Qualche mese più tardi, nel 2014, ricevo l’invito, da parte di Olga Oulemnova, ad esporre alla Hall of Graphics, State Museum of Fine Arts of Tatarstan, Kazan, 60 opere di grafica incisoria, xilografie in particolar modo.

Entusiasmo. Passione.

E’ un grande onore essere qui ed è oltremodo interessante poter lavorare nei laboratori di grafica di Sviyazhsk per 30 giorni insieme ad altri artisti. Ne approfitterò per conoscere e guardare il più possibile, ovunque. E spero, lo dico in anticipo, prima ancora di avere iniziato, di poter tornare.

I lavori che ho deciso di presentare in questa occasione riflettono la assidua ricerca nel campo della xilografia sperimentale, portato avanti da oltre 15 anni.
Non ho avuto difficoltà nella raccolta dei lavori: 60 opere sono alla portata della mia collezione; piuttosto avrei desiderato aggiungerne molte altre, soprattutto studi di rilievografia, oltre a opere “goffrate” di 80-100cm. Ma anche altri lavori su stoffa o libri d’artista, mazzi di carte o lavori di grandi dimensioni (120 – 200 cm di formato). Senza contare l’interesse verso le matrici, che possono costituire un mondo parallelo o addirittura indipendente.

Sul mio lavoro vorrei definire brevemente alcuni punti base che mi stanno a cuore: temi o argomenti, struttura formale e colore/materia.
Sono continuamente condizionato dall’ambientalismo, dalla scienza. (forse perché ho un bagaglio culturale legato alla scienza medica?) e ancora dalla letteratura, dalla storia, dalla musica…
Labirinti, volti, trattati, manuali tutti percepiti come sensazioni spesso difficilmente traducibili con le parole. Ma non me ne preoccupo molto: disegno, anzi schizzo e poi incido, con pochi vincoli. Mi dirigo verso un’idea, ma spesso derogo e mi perdo; cambio direzione, mi contraddico.

Ritengo di conoscere la tecnica incisoria e la stampa ortodossa o classica, ma appena la tecnica mi pone un vincolo espressivo o comunicativo, derogo dalle leggi e procedo oltre, quanto più liberamente possibile. Trascuro, salvo poi dichiararlo nella descrizione tecnica e firmarlo sul verso.

Interviene, nel divenire dell’opera, una questione contraddittoria: la libertà e una certa dose di improvvisazione affiancata quasi subito da una ricerca formale che tenta di ripristinare un ordine.
… la ricerca formale: un tentativo di mettere ordine…

E poi si aggiunge la materia: l’inchiostro.
A colori soprattutto, qualche volta anche il bianco e nero.

roberto gianinetti