Abbecediario popolare 2013, Libro d’artista

Il libro d’artista dell’incisore Roberto Gianinetti, Abbecediario popolare 2013, liberamente ispirato alla figura della Contessa Maria Ponti Pasolini, fin dal titolo dichiara l’intenzione di ripercorrere alcune tappe biografiche della dedicataria, sotto forma di libro-diario.
Occasione stuzzicante, questa, della dedica a una protagonista femminile del Secondo Ottocento italiano, proprio nella Giornata della donna, tra gli eventi organizzati e ospitati dalla Biblioteca Classense, a Ravenna, dove Maria Ponti Pasolini visse a lungo e fondò la Biblioteca Storica.
Una donna di famiglia benestante, educata in seno alla borghesia imprenditoriale lombarda; personalità coltissima, interessata, in modo fattivo al sociale, si dedicò, con una quantità di opere e istituzioni capaci di lasciare il segno, a concrete forme di filantropia illuminata, di stampo tutt’altro che populista.
Anche, tra l’altro, su un terreno impervio come quello della questione femminile.
Ora, l’architettura del libro di Gianinetti, nel Sommario, propone le ventuno lettere dell’alfabeto, facendo corrispondere a ognuna un vocabolo ritenuto rappresentativo, sia della vicenda umana della dedicataria, sia del proprio diventare, in quanto artista-interprete, l’interlocutore privilegiato di un “diario” fantasioso a quattro mani.
Sfogliandolo, bisogna lasciarsi sedurre almeno da duplici suggestioni; infatti, se da un lato balza agli occhi l’accurata ricerca di Gianinetti (non nuovo a operazioni culturali di tale genere, tra documenti di archivio e reperti storici), d’altro lato la sua personale rilettura dei materiali è guidata dai guizzi estrosi dell’esperienza artistica.
Una creatività lontana dall’omaggio puramente didascalico. Ricca, invece, di sfumature e riferimenti cui la figura della Ponti Pasolini, emersa dagli scritti e dalle opere, rimanda, allude, insinua.
Sono, allora, soltanto Roberto e Maria, a incontrarsi e a interrogarsi specchiandosi nelle pagine di un “abbecediario” originalissimo che si snoda, per sommi capi, intessendo qualcosa di sé fuori dalle gabbie spazio-temporali.
Gianinetti, da quel maestro riconosciuto che ormai è, incide le pagine di questo incontro con giocosi serissimi filtri: sicché si alternano divertite e ironiche sottolineature personali e frammenti di citazioni della stessa Maria, di cui Roberto graficamente cattura, come uomo (dal Sommario la U- Uomo) e come artista, le sensazioni che più lo emozionano.
Le xilografie a stampa manuale, dunque, raccontano.
Raccontano tutto con la cura di ogni particolare.
Basteranno qui alcuni esempi: involucri che proteggono rilievografie bianco su bianco (le due figure femminili della lettera F); forme bizzarre applicate a inserto (il “disco-fiore” smagliante della lettera R- Rose, tra le passioni di Maria, studiosa di giardini e architetture, anche nella G- di Giardini e nella H- di Habitat); e ancora la busta, con il monogramma in rilievo di Roberto, contenente una lettera scritta per Maria utilizzando le sue stesse parole (alla lettera C- di Classense). Il documento dell’Abbecediario è curioso autoironico rifacimento dell’originale di Maria, poiché l’incisore le invia il libro nella speranza che possa essere accolto tra quelli della Biblioteca storica “Andrea Ponti”.
Ogni pagina di quest’opera sui generis trasmette il senso di profondità con il quale Gianinetti ha attraversato l’oggetto della sua ricerca.
Un libro d’artista è di per sé un campo di ricerca in cui si esce dalla convenzionalità e dove le forme, i materiali possono, più che altrove, convivere e manifestarsi in piena libertà.
Nel caso della grafica incisoria di Gianinetti essa equilibra aspetti concettuali e sapienza tecnica, con una fedeltà al proprio lavoro che rispetta il senso di un’arte antichissima e nobile.
Viene da pensare che l’intensità con cui l’artista fruga tra le pieghe di una figura femminile così poco convenzionale sia la stessa con cui indaga le proprie tensioni creative.
Per entrambi l’idea cardine è quella del lavoro come fonte di una creatività etica.
Lo spaziare tra arti e discipline differenti (che caratterizzò le attività molteplici di Maria) assomiglia forse alla varietà degli interessi di Roberto.
Tutto ciò confluisce nella concezione di una possibile realizzabile pienezza che arricchisca il senso della vita.
Nessun estetismo di maniera: invece una xilografia elegante che utilizza il rullo inchiostrato con mano sicura, a vantaggio di cromie smorte o accese che la carta sensibilissima all’azione del torchio restituisce in tutta la loro bellezza.
I colori delle tavole incise sono particolari: il blu può virare verso il verde o il blu di Prussia; il rosa-antico sfumare nel viola, nel fucsia; il grigio in tracce argentate; il senape-acido, a contrasto con le velature terra di Siena e ocra.
Sul filo di una memoria che l’artista intuisce potrebbe venirgli anche dall’immaginare le memorie figurative di Maria.
Una Maria appassionata di raffinatezze bibliografiche (quanti capilettera, chissà come miniati, avrà avuto tra le mani la Contessa?
); e al contempo la stessa Maria autrice di testi dedicati al lavoro massacrante del mondo bracciantile (che l’incisore non trascura di interpretare nel libro: dal Sommario, L- Libro “Il nostro bilancio”; I- Insiemi e sottoinsiemi (studio di mezzadria); T- Terra e territorio).
Ma, di là da tante altre possibili chiavi di lettura critica, piace abbandonarsi all’incanto di pagine che incastonano giochi e fantasie (M- Monopoli: Via Maria Ponti; D- Donna, dama, domino, dadi).
O a quelle che gettando l’occhio all’ambiente frivolo dell’aristocrazia salottiera romana – insomma tra il D’Annunzio del Piacere e l’amica Duse – contemporaneamente sanno ricordare l’attenzione vera di Maria per il lavoro tessile del mondo femminile negli opifici industriali di cui ben conosce le dinamiche (la pagina dedicata alla V- Vestiario: modellistica e ritagli).
Sfogliare l’Abbecediario è, in sintesi, entrare in un libro dell’immaginazione che dalla realtà trae linfa vitale.
Anche un libro della consapevolezza e della felicità del fare arte.
Infatti, nell’ultima sua pagina, X- eXultavit: gratta e vinci, eccola lì, la divertita provocazione, l’augurio che nella Biblioteca di Ravenna ci sia posto anche per l’Abbecediario.
Penso che tutto quanto abbia accompagnato Roberto Gianinetti alla scoperta della figura di Maria Ponti Pasolini abbia a che vedere anche con le radici profonde e i legami inscindibili delle proprie origini.
Alla lettera Z, del resto, che altro ci poteva stare se non una “Zanzara in punta di pennino” ?
Sì, Ravenna come Vercelli. Non così distanti, dopo tutto.
Da un capo all’altro della grande misteriosa pianura di nebbie che si dissolvono sempre nella certezza del vicino mare.

Luisa Facelli

Manuale di Scavo Agrario

manuale di scavo agrario - libro d'artistaLibro d’artista ideato, inciso (xilografie, linoleografie, rilievografie, monotipie) e stampato a torchio manuale in Asigliano Vercellese nei mesi di maggio e giugno 2012. Il lavoro, composto da sedici pagine (otto quartine) e da una copertina, è stato tirato in venti esemplari numerati da 1/20 a 20/20. Esso esprime un parziale risultato della mia indagine su un territorio: luogo di scavo, di semina d’inchiostro e di espressione “grafica”. I numeri che talora accompagnano le immagini evocano alcuni versi poetici de “Il pianto della scavatrice” di Pier Paolo Pasolini che mi ha accompagnato in questo processo artistico.


2012 – Frassineto Po (AL), Palazzo Mossi: “Ambienti”, personale di grafica incisoria e libri d’artista.

2013 – Vercelli, Studio 10 City Gallery “Inciso: tre artisti italiani/tre artisti serbi”

 

 

Lettera ad un amico

Personaggio strano, per questi tempi, Roberto Gianinetti; sia nei modi che nei suoi lavori artistici non risulta mai invadente.  Forse i suoi libri d’artista e le sue incisioni potranno risultare  “prepotenti”, ma di quella prepotenza che ti costringe, ti obbliga a controllare ogni dettaglio: dal taglio della sgorbia usata all’inserimento del colore, dalla costruzione del manufatto (mai lasciato al caso) alla scelta del testo. Il suo modo di operare mi è piaciuto fin da subito e subito abbiamo lagato.

Sono un collezionista di libri d’artista, libri di Gianinetti così come di tanti altri artisti e nonostante la nostra amicizia non si possa certo definire di lunga data mi ha chiesto di scrivere due righe su di lui. Ne sono onorato e non aggiungo altro; solo caro Roberto ti ringrazio per i bellissimi volumi che hai costruito con le tue sgorbie e i bulini, con i tuoi caratteri mobili, nella confusione del tuo laboratorio, con il torchio e la pressa, con i tuoi colori sempre accuratamente scelti in funzione della matrice che a volte “deve” (così mi insegni) essere inchiostrata al gelo dell’inverno perchè altrimenti il lavoro non rende, con lettere e testi, sempre ponderati e accuratamente selezionati ma, soprattutto, grazie per la passione e l’intelligenza che inserisci in ogni tua opera d’arte.

Marco Carminati

Quaderno di Guerra

quaderno di guerra - libro d'artista
Libro d’artista composto da venti pagine, eseguito per la mostra “150 anni di unità d’Italia”, Archivio di Stato di Novara, curatore Vittorio Tonon, liberamente ispirato al manoscritto “Diario di guerra” del caporale G. Marchesotti, fornitomi da Dr. Franco Machieraldo “Archivio della Memoria”, Vigliano Biellese (BI)

 



2011 – Novara, Archivio di stato;
2012 – Vercelli, Chiesa di San Bernardino.

incisioni: xilografie, linoleografie, rilievografie, stampa a torchio manuale